Esperienza reale Mia moglie e il centro migranti: umiliato, truffato e ricattato, la storia del mio inferno

Questi racconti anche se diversi uno dal altro ti spingono sempre a leggere il prossimo capitolo poi sul fatto che non ci crediate so affari vostri e in questo paese tante cose sembravano inventate eppure poi pensiamo solo alla p2.....
 
Scusate per eventuali refusi, ma non ho modo di rileggere

Non facevo altro che pensare a quando padre Ivo mi disse che avrebbe voluto scopare mia moglie. Seppur paradossale se detto da un prete, inizialmente lo presi come il delirio di un cocainomane con ormai il cervello bruciato. Quando però vidi di cosa erano capaci iniziai ad avere paura e non riuscivo a capire bene come mi dovevo comportare per evitare un possibile epilogo simile.

In più la scoperta delle corna e di come furono maturate aumentava la mia inquietudine. Magari mentre la guardavo rassettare oppure sgridare i bambini pensavo a lei che leccava il culo a padre Ivo, oppure scopata da Ibra. Non erano pensieri che mi eccitavano - minimamente -, avrei picchiato tutti se non fosse che ero spalle al muro.

Dormivo poco e male, mi sentivo depresso e impotente perché non potevo fare altro che navigare a vista. Non approcciavo più con mia moglie, lei percepì questo mio malessere e come scoprii poi ascoltando cosa disse alla psicologa dette la colpa a lei stessa per la vicenda del fratello. Io decisi di attendere solo il giorno che qualcosa fosse andato storto, che qualcuno denunciasse i preti o che qualcuno li scoprisse.

I tre però cambiarono subito strategia dopo il ricatto a Sonia, dimostrando di aver ben chiaro cosa volessero e - soprattutto - come ottenerlo. Intanto in parrocchia arrivarono anche gli altri due ragazzi di colore - Eric e Paul -, mentre Mama (il ragazzino bravo a calcio) mi stava dando tante soddisfazioni ed era uno dei pochi motivi per cui avevo un minimo di piacere a varcare la soglia della parrocchia.

Ci furono qualche mugugno, ma anche loro due si integrarono subito molto bene con l’ambiente svolgendo lavoretti che non mancavano mai. I tre maiali quindi potevano contare sulla complicità della psicologa - complice in tutto, non ho mai capito cosa le venisse in tasca o magari era semplicemente sadica e perversa anche lei - e ora anche di Sonia, che però era costretta.

Passati qualche giorno le due donne si misero a “lavoro”, iniziando a parlare con diverse parrocchiane o mamme/zie/parenti dei ragazzi che frequentavano la parrocchia e i campetti. Non senza imbarazzo il loro discorso era il seguente: promettendo il massimo riserbo, parlavano di questi ragazzi così bravi che però avevano delle “esigenze” sessuali, ma che la timidezza li bloccava o cose del genere, ora non saprei dirvi per filo e per segno quali fossero i singoli discorsi.

Vi faccio un esempio. Sonia o la psicologa prendeva in disparte Tizia, le faceva un preambolo e poi diceva che Ibra, Paul o Eric l’aveva notata, che lei piaceva al ragazzo e che una vita sessuale attiva poteva essere un ottimo modo per far dimenticare a questi ragazzi i traumi avuti e aiutarli a integrarsi al meglio, proponendo quindi un incontro rigorosamente segreto nel famoso locale dell’ala chiusa - dove naturalmente venivano filmate -, garantendo personalmente per la privacy.

Sonia delle volte aggiungeva che lei stessa aveva rapporti con i ragazzi, facendo anche battutine sulla loro bellezza e alludendo anche a dotazioni importanti e grande vigore, un modo questo per far capire che lei stessa - moglie e madre - era pienamente in ballo e che naturalmente non avrebbe mai voluto che la cosa si sapesse in giro.

Inevitabilmente però la voce iniziò a circolare tra le signore e - successivamente - anche tra i mariti. Questo fu per gli scopi dei preti in parte un bene e in parte un male, ma di questo vi parlerò più avanti. Naturalmente venivano contattate le donne più accettabili, alcune belle, altre molto belle, alcune carine e la maggior parti solo decenti. Solo una piccola parte accettò, soprattutto quando magari un’amica era andata e, rimasta moooolto soddisfatta della scopata e ribadito che la privacy era massima, alla fine le consigliava di provare anche lei.

Del resto stiamo parlando di donne normalissime, spesso con mariti non certo adoni e con vite sessuali insoddisfacenti. Sentirsi dire che ragazzi con dei fisici incredibili, giovani e anche belli, erano attratti da loro, era senza dubbio un motivo di soddisfazione. In più se pensiamo che solo noi uomini abbiamo fantasie o desideri sessuali, allora abbiamo capito ben poco delle donne.

La prima donna che cadde nella trappola fu Simona, credo sui 35 anni e mamma di un bimbo di 4 o 5 anni che veniva spesso ai giochi e con cui diverse volte mi ero fermato a parlare in quanto il marito - un tipo simpatico ma di certo non in forma - da grande tifoso della squadra cittadina spesso mi attaccava bottone.

Lei inoltre era attiva in una delle diverse associazioni che avevano sede in parrocchia, abbastanza alta ben oltre il metro e 75 ha i capelli mori e mossi, lunghi e non tinti nel senso che si vedevano i capelli bianchi. Ma non è assolutamente trasandata, anzi, credo sia un look ben preciso e non le stavano male. Il fisico poi è abbastanza slanciato, il volto non bellissimo anche se con un bel sorriso.

Nel complesso una donna assolutamente normale, un po’ “zecca” nel vestire e nel look ma comunque scopabile. Io inizialmente venni tenuto fuori da queste cose, però quando sentii padre Ivo e padre Alvaro parlare della prima “troia per cazzi neri” ebbi tanta curiosità, anche perché poteva essere mia moglie o una conoscente.

Così mi intromisi, mi presero un po’ in giro e poi mi dissero chi era e che aveva goduto come una cagna alludendo al video che avevano visto. A quel punto la curiosità fu troppa che chiesi se potevo vedere anche io il video, padre Ivo rise, mi dette una pacca e mi portò nel suo ufficio. Che grave errore che feci, ma capirete quanto potesse alta la curiosità.

Sonia l’aveva convinta abbastanza facilmente, con lei che cercava rassicurazioni soprattutto su privacy e pulizia, oltre all’imbarazzo della situazione. Sonia così la portò nel locale dove ad aspettare c’era Ibra, Simona era vestita normale: jeans, scarpe da ginnastica, maglietta e giubbino di pelle.

Sonia così iniziò a baciare il ragazzo, poi invitò la donna a prendere il suo posto e lei se ne andò dicendo che restava fuori dalla porta a controllare. Simona si vedeva che era infoiatissima, lo baciava con passione e poi quando lo mise a torso nudo gli baciava i pettorali, forse anche leccava che dall’inquadratura non si capiva bene. Come un uomo qualunque che si ritrova tra le mani una modella, lei faceva altrettanto.

Quando gli tolse i pantaloni iniziò un pompino lento ma credo passionale perché il ragazzo buttò la testa all’indietro in segno di piacere. I preti lo avevano istruito su come cercare di far mettere le donne per farle riprendere bene, anche perché non c’era molto da inventarsi con un tavolo e un divano a disposizione. Così si mise seduto sul divano e la donna a carponi ora si vedeva bene che leccava avidamente tutta l’asta, per poi succhiare la cappella.

Messo il preservativo Ibra la stese sul divano e la montò da sopra dopo averle leccato la fica pelosa: andava piano, ma quando iniziò ad affondare in profondità lei iniziò a godere come una porca irrigidendo i piedi e ficcandogli le unghie nella schiena. Quando fu lei a salirgli sopra il suo volto era in fronte camera: se lo baciava tutto mentre si muoveva lentamente con tutta la mazza piantata nella fica, per poi venire iniziando a tremare tutta emettendo versi quasi primitivi.

Ibra allora la mise schiena sul tavolo e, allargate le gambe, iniziò a scoparla forte facendola strillare come un’ossessa, fino a che dopo qualche minuto il ragazzo venne nel preservativo. Finito si misero a ridere e si baciarono, poi Ibra sgattaiolò via da una porta interna e lei andò in bagno per poi rivestirsi e andare da Sonia.

Quando alcuni giorni dopo ai campetti vidi Simona parlare con Lena, una rumena madre di un amichetto del figlio con cui è molto amica, dai sorrisini e dalle facce ipotizzai che magari le stesse raccontando della scopata fatta. Non mi sbagliavo. Sonia infatti aveva parlato già anche con Lena che, dopo la bella recensione dell’amica, accettò di incontrare questa volta Paul.

Quando chiesi se c’erano altri video e di poterli vedere, padre Ivo mi fece “io non ti capisco, ma se proprio vuoi però mi devi fare una cosa in cambio”. Roso dentro dalla curiosità di vedere chi altra si era fatta scopare, accettai anche dopo che ebbi ascoltato la richiesta del prete “devi dire a tua moglie che sei stato fortunato a trovare questo lavoro, perché senza economicamente per voi sarebbe durissima. Guarda che poi lo scopro se non le parli perché la psicologa lo verrà a sapere”.

Per mesi mi sono tormentato dicendomi “come cazzo ho fatto a non capire subito”, invece preso dalla voglia di vedere i video accettai e già la sera stessa feci il discorso a mia moglie che, un po’ turbata, ribadì quanto fosse mortificata della situazione. Ora a bocce ferme l’intento del prete era molto chiaro: coinvolgere mia moglie con le buone (con la proposta fatta dalla psicologa) o con le cattive (ricattandola, o fai gli incontri oppure licenzio tuo marito).

Alla fine la zappa sui piedi me la sono tirato da solo.
 
Prima di proseguire nel racconto voglio specificare meglio due aspetti, altrimenti uno potrebbe pensare “eh sì come se fossero tutte troie assetate di cazzo” oppure che io sono solo molto stupido, anche se ovviamente nel momento in cui ho deciso di raccontarvi questa storia inevitabilmente mi sono messo alla berlina.

Quando ho visto il primo video di Simona con Ibra non c’ho capito più nulla pensando a chi potesse essere la prossima. Immaginate ci fosse un sito dove potreste trovare vostre amiche, colleghe, vicine, mamme dei compagni di scuola dei vostri figli, mamme dei vostri amici, sorelle, zie e anche vostra moglie, tutte scopate da dei mandrilli di colore, quanti di voi ragionerebbero con il cazzo invece che con la testa? Probabilmente sarei in buona compagnia.

Quanto alle donne qui non stiamo parlando del mondo artefatto dei social, delle influencer o delle wags, ragazze bellissime e perfette che hanno come unico scopo nella vita quello di dover essere sempre impeccabile. Qui stiamo parlando di donne comuni, con i loro pregi e i loro difetti e soprattutto spesso con vite sessuali poco soddisfacenti.

I tre sono dei ragazzi molto belli, David - che nel capitolo precedente ho chiamato Paul, pardon - di viso sicuramente meno ma ora che eravamo ormai nella bella stagione in pantaloncini si notava la mazza a metà coscia e in tante lo fissavano come imbambolate proprio lì. Ibra ed Eric invece erano assolutamente perfetti e mentre facevano lavoretti a maniche corte o in canotta il pubblico femminile non mancava mai.

Detto questo in molte rifiutarono, ma con ogni probabilità quasi tutte se li sarebbero scopati in altre circostanze. Quando la tua vita è casa-lavoro-pizza il sabato sera, pochi uomini ti guardano come tu vorresti, compreso tuo marito che magari preferisce farsi le seghe qui su phica, come fai a non essere lusingata e incuriosita di fronte a una proposta del genere?

Dopo certo per accettare serve un pizzico di incoscienza dettata o da una grande volte o da pochi neuroni nel cervello, ma alcune dinamiche che poi si vennero a creare furono molto esplicative: scenate di gelosia (una che era stata con Eric divenne una furia quando scoprì che aveva scopato anche un’altra), alcune stalkerizzavano i ragazzi una volta avuto i loro numeri con decine e decine di messaggi al giorno e un paio addirittura arrivarono a proporre una fuga d’amore.

Tutto questo in una parrocchia!! Mentre non molto lontano nel centro da dove venivano David ed Eric molte donne erano disposte a pagare per andare con questi stalloni neri, anche loro come innamorate di questi ragazzi così belli, gentili e cazzuti. Ecco da una parte la mia incredibile curiosità - non potevo neanche segarmi sui video perché li vedevo con padre Ivo presente e mai gli avrei dato questa soddisfazione - dall’altra il piacere di queste donne spesso come “invisibili” che di colpo diventavano desiderate da ragazzi da sogno.

Bisogna specificare però che qui parliamo di tutte vittime dei piani diabolici dei preti, anche se come nel caso di Sonia - e purtroppo anche di mia moglie - in alcuni casi si sviluppò una sorta di sindrome di Stoccolma, che trasforma un “prigioniero” in una sorta di kapò.
 
Cerco di chiarire la questione racconto reale o no. Come scritto più volte tutti i miei racconti sono frutto di esperienze reali (molto spesso raccontate in privato da utenti del forum, da amici o che ho vissuto), spesso unite tra di loro e poi romanzate per motivi di privacy e anche perché mi piace aggiungerci un po' di mio. Vi faccio un esempio.

Un utente mi racconta di una sera che ha portato la ragazza a fare la zoccola in discoteca e che si è imboscata con un ragazzo. Un altro che una sera mentre era di nascosto in discoteca con degli amici ha visto sua madre nel locale ballare per poi appartarsi con un ragazzo, andandola poi a spiare. Si tratta dunque di due episodi REALI.

Io faccio questo: nel racconto cambio la città, magari anche il luogo (invece di una discoteca una festa in uno chalet in spiaggia), poi magari racconto che il protagonista mentre ha portato la ragazza in disco per farle fare la troia ha incontrato lì la madre, trovandosi così a spiarle entrambe.

Di conseguenza tutto quello scrivo magari non è successo per filo e per segno, ma è l'unione di più esperienze vere, io le unisco, le romanzo e non cambio i particolari (tipo mi invento che una l'ha preso nel culo quando non è vero) o le situazioni, ma solo luoghi, nomi, circostanze etc...

Spero ora di aver chiarito la cosa.
 
Cerco di chiarire la questione racconto reale o no. Come scritto più volte tutti i miei racconti sono frutto di esperienze reali (molto spesso raccontate in privato da utenti del forum, da amici o che ho vissuto), spesso unite tra di loro e poi romanzate per motivi di privacy e anche perché mi piace aggiungerci un po' di mio. Vi faccio un esempio.

Un utente mi racconta di una sera che ha portato la ragazza a fare la zoccola in discoteca e che si è imboscata con un ragazzo. Un altro che una sera mentre era di nascosto in discoteca con degli amici ha visto sua madre nel locale ballare per poi appartarsi con un ragazzo, andandola poi a spiare. Si tratta dunque di due episodi REALI.

Io faccio questo: nel racconto cambio la città, magari anche il luogo (invece di una discoteca una festa in uno chalet in spiaggia), poi magari racconto che il protagonista mentre ha portato la ragazza in disco per farle fare la troia ha incontrato lì la madre, trovandosi così a spiarle entrambe.

Di conseguenza tutto quello scrivo magari non è successo per filo e per segno, ma è l'unione di più esperienze vere, io le unisco, le romanzo e non cambio i particolari (tipo mi invento che una l'ha preso nel culo quando non è vero) o le situazioni, ma solo luoghi, nomi, circostanze etc...

Spero ora di aver chiarito la cosa.
Ciao @patrulla e grazie come sempre(y)
 
Presto conto di finirvi a raccontare questa storia. Molti di voi mi hanno scritto raccontandomi le loro esperienze e tante le reputo "degne" di essere raccontate in una sporca storia. Il tempo però è poco, i protagonisti spesso mi "pressano" chiedendomi quando pubblico la loro storia e io, non volendo fare torto a nessuno, al momento non so quale scegliere come prossimo racconto.

Quindi ho pensato di fare un sondaggio, scrivendo i titoli delle possibili prossime storie e il titolo più votato sarà quello a cui darò la precedenza, poi a seguire in base ai voti.

A - Tutta colpa di Sgamo: cornuto e mazziato, la mia storia
B - Mia moglie (nome in codice culo da negra) e la chat del fantacalcio
C - Tempi moderni 2: lo schema Ponzi
D - La tremanda vendetta di mia moglie
E - Poveri ma belli: peggio della Gintoneria
F - Con mia moglie si fa tutto

Scrivete la lettera per votare, così quando finisco a raccontarvi questa storia sò quale altra iniziare
 
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